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Gallipoli ha un bagaglio culturale ricco di tradizioni antiche e folklore. Recandosi nel Salento in periodi particolari è possibile godere a pieno del clima cittadino, respirando usi e costumi che vengono trasmessi di generazione in generazione.

E vi sono tradizioni che non accennano ad estinguersi, come quella dei cosiddetti Pupi di San Silvestro. Ogni anno, il 31 dicembre, è una gran festa in ogni parte del mondo ma a Gallipoli si mette in scena un capodanno particolare. Dei fantocci di cartapesta, cartone e legno, vengono portati per le principali strade di Gallipoli. Questi fantocci simboleggiano l’anno vecchio e l’anno nuovo e vengono portati in processione fino allo scoccare della mezzanotte, quando vengono fatti brillare tra fuochi d’artificio, petardi ed applausi della folla.

Gli artigiani della cartapesta nei vari anni hanno rappresentato diversamente, in base alla loro fantasia, l’anno vecchio. Generalmente veniva rappresentato come un uomo vestito di scuro che trascina una valigia che simboleggia il bagaglio di problemi che ognuno deve lasciarsi alle spalle. A rappresentare l’ottimismo e l’allegria, un bambolotto giovane e sorridente che impersona la speranza di un futuro migliore.

Gli attuali pupi portati in processione sono ispirati a personaggi contemporanei ma non perdono la simbologia che hanno sempre avuto.

Con il carnevale gli abitanti di Gallipoli espongono “la Caremma”, un fantoccio dalle fattezze femminili vestito a lutto stretto. Questo fantoccio viene appeso, come fosse una donna strozzata da una forca e simboleggia mortificazione e penitenza, dolore che dovrebbe risalire all’imminente morte di Gesù. La mattina della Pasqua la Caremma viene fatta esplodere e si da così inizio ai festeggiamenti per la resurrezione del Signore.

Religiosità e folklore sono fortemente collegati e ciò si ravvisa in particolar modo in relazione al culto di Santa Cristina, protettrice di Gallipoli.

Nei giorni del 23, 24 e 25 luglio la cittadina si veste a festa. Vengono issate le luminarie su Corso Roma (corso principale della città nuovo, lungo quasi un kilometro), le strade si riempiono di bancarelle e si serve ad ogni angolo la prelibata “Scapece”. In occasione di questa festività si svolge la gara della Cuccagna. I giovani di Gallipoli si arrampicano su di un palo issato sulla prua di un peschereccio e lo percorrono per tutta la sua lunghezza fino a raggiungere all’estremità una bandiera tricolore.

A partire dal 1807 è uso locale non effettuare bagni in mare nei giorni dedicati a S.Cristina in quanto si ritiene che la santa sia impegnata a portare “la steddha” (tale credenza si è diffusa quando un bambino di 11 anni morì affogato in mare proprio nel giorno dedicato alla Santa e da allora tutte le mamme sconsigliano ai bambini di andare in spiaggia, mantenendo piuttosto rispetto per il giorno sacro).

 

Caterina De Bellis

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