Il traffico in estate.

L’estate dei grandi esodi verso le mete di vacanza è spesso lo scenario di lunghe ed interminabili code di traffico. E ci si ritrova così imbottigliati in autostrada ad attendere che qualcuno, lontano a perdita d’occhio, decida di muoversi per far scorrere le macchine in attesa.

I guidatori si trascinano il nervosismo da stress anche in inverno quando, già dalla mattina presto, devono affrontare lunghe code per andare a lavoro, con l’ansia di far tardi ed incombere in problemi. Qualcuno maledice gli altri automobilisti, qualcun altro si perde con lo sguardo assente ed assonnato, ed altri s’innervosiscono al punto di soffrire di forti emicranie per l’intera giornata.

Questi disagi si amplificano ancora di più d’estate, quando allo stress da traffico si sommano i disagi del caldo e la frustrazione di non potersi godere il desiderato relax.

Il traffico a lungo andare può creare seri problemi per la salute giacché a livello psicosomatico accumulare rabbia, odio e frustrazione fa davvero male.

Questo stato di forte e costante irritabilità, la tensione muscolare, la paura di far tardi, lo stato di allarme continuo, possono provocare tachicardia, cefalee, forte affaticamento e sensazione di oppressione e addirittura la morte.

Le persone che sono sottoposte più spesso a questi problemi, per necessità o per abitudine di uscire troppo tardi di casa, hanno condizioni di salute compromesse dall’eccessiva esposizione al traffico.

Per contrastare lo stress da traffico può essere talvolta necessaria terapia psichiatrica o assistenza psicologica, individuale o di gruppo. 

Ovviamente è meglio prevenire che arrivare alle estreme conseguenze appena descritte e dunque utilizzare la macchina il meno possibile, evitando le ore di punta.

Nelle città in cui i servizi pubblici sono presenti ed efficienti, si può e si deve utilizzarli per la maggior parte degli spostamenti.

Lo stress da traffico può rovinare persino le giornate festive, magari anche quando si desidererebbe solo un tuffo a mare.

Come ammettono le stesse persone che ci hanno provato, recuperare il piacere della passeggiata ogni qual volta possibile consente di risparmiare salute, denaro, buon umore e – fatto da non trascurare – permette di ridurre l’inquinamento ambientale.

Caterina De Bellis